Voglia
Ritorna in me la voglia
I sensi si risvegliano da una morte solo apparente
Ritorno ad essere selvaggia
Il sangue scorre nelle vene, la carne torna ad essere calda, riprendo a muovermi
Ritorno ad essere animale
Desidero di nuovo... me stessa.. ed un corpo estraneo
Dov'eri finita bambolina dalle labbra umide? dove ti eri nascosta?
Ti sei nascosta nel mio ventre, sei voluta entrare a tutti i costi nonostante i miei no. Hai cercato il punto migliore dove riposare, il punto dove tutto ha inizio, dove nasce il piacere. Ti ho sentita sistemare le tue cose e costruire la tua tana, indaffarata a rendere tuo quel posto caldo, scopa in mano e tacchi a spillo ai piedi.
Ti ho sentita per qualche giorno e poi più nulla, silenzio, hai levato i tacchi a spillo e riposto la scopa nello sgabuzzino. Bambolina dalle labbra umide, hai posato una mascherina nera sugli occhi ed hai lasciato che le tue labbra diventassero aride.
Qualche giorno fa un rumore nel mio ventre... ho teso l'orecchio... Eri tu bambolina dalle labbra umide, hai indossato di nuovo le scarpette dal tacco vertiginoso, camminando fino allo sgabuzzino hai spezzare la scopa in due, e con ciò che ne rimaneva hai distrutto la tua tana, ti sei aperta un varco per uscire dal mio ventre. Ti ho aiutata a tornare alla vita, tendendoti una mano, facilitando il tuo viaggio, o forse rendendolo semplicemente più piacevole, per entrambe..
Sei comparsa, bellissima e affascinante come un tempo. Ti ho guardata negli occhi ed ho baciato le tue labbra...di nuovo umide.
Serata danzante
Nessun cavaliere a far danzare la ragazza dei boschi questa sera, solo fantasmi con dita lunghe e occhi infossati.
Fan tanta paura ai miei occhi, questi fantasmi alti più di 2 metri, ma una forza, masoschista, forse, mi conduce a loro, come calamite, come fili invisibili tirati da altrettante invisibili mani.
Quei fantasmi entrano in me, impossessandosi di tutto, tranne dell'anima, eppure lei è li, grida, fa di tutto per essere notata, per essere toccata, per essere scopata, ricercando amore, in ogni forma.
Abbandono la festa, mi lascio alle spalle la sala da ballo orribilmente addobbata.. ossa umane per lampadari, pelle d'uomo per tende, e sangue il colore delle pareti..
Scappo lontano dalla musica, cerco la mia casa, ma quale? ne ho mai avuta una? mi sono mai sentita veramente a casa?
Scappo senza voltarmi, qualcuno mi segue, uno strano animale, nero, ha orecchie piccole, il muso scarno ed il corpo enorme, posato su zampe da gallina con unghie laccate di rosso, è sporco, posso sentirne il fetore, lo guardo.. Dischiude le mascelle e curiosamente ne fuoriescono parole umane, mi invita a ballare, e aggiunte "non è forse per questo che è stata organizzata la serata danzante, per far ballare la ragazza dei boschi?"... si avvicina, il puzzo che emana mi penetra nelle narici, ho la nausea.. lo guardo, una medaglietta al suo collo, Paura... è il suo nome.
Vertigine
Vertigine continua, tutto gira attorno a me.
I giorni compiono le loro 24 ore, la notte prende il posto del giorno, i mesi si accoppiano l'uno con l'altro per concepire un nuovo anno, le stagioni si rincorrono.
Le persone cambiano, capelli dai colori splendenti divengono fili bianchi e spenti, visi levigati mutano in carne pesante, ricadono su loro stessi, lembi di pelle impesantiti da troppi dolori.
Piccoli monelli barattano biglie con macchine sportive e letti di passione.
Bambine con fiocchi rosa tra i capelli scambiano bambole con sangue e dolore del proprio ventre.
Tutto muta, tutto evolve, tutto cambia.
Tutto tranne me.
La vita mi corre attorno, le persone corrono attorno a me.. il tempo, una vertigine nella mia testa.
Io inchiodata nello stesso punto che mi ha vista nascere..
Immobile.. con le biglie nelle tasche.. e la mia bambola stretta tra le braccia..
Riflesso
Mi guardo allo specchio e non mi trovo.
Guardo allo specchio il riflesso di un individuo che non conosco.
Tocco l'immagine riflessa nello specchio, e lei tocca me, le nostre dita si sfiorano.. sento freddo.
Urlo allo specchio, invoco la mia immagine, la mia anima..
Piango di fronte allo specchio.. poggio il viso contro il vetro gelido, guancia a guancia con quel riflesso che non conosco, dove sono finita?
Rigiro lo specchio tra le mani.. gesto infantile.. che la mia immagine stia giocando a nascondino?
Mi guardo allo specchio e non mi trovo.
Guardo allo specchio il riflesso di una ragazza senza anima.. una ragazza senza sorriso, con occhi vitrei e gote troppo pallide.
Guardo l'immagine allo specchio, e le catene che la tengono prigioniera.. Piange..
Guardo lo specchio, ed eccomi li..
Mi guardo allo specchio e mi trovo.. mi riconosco..
Ripongo lo specchio in un cassetto.. Forse un giorno troverò la forza di liberarmi..
Rapimento
Il nulla mi sta inghiottendo, sto scomparendo piano piano
Sto diventando una bambina autistica.
O forse lo sono sempre stata.
Farfalle invisibili si posano sulle mie labbra, sulle orecchie, allontanano suoni e parole dal mio essere..
Un piccolo serpente vermiglio abbraccia i miei polsi..
Un'ape costruisce un'alveare tra i mie occhi, una dolce prigione..
Smetto di sentire, smetto di vedere, smetto di toccare, smetto di gustare..
Divento una bambina autistica.
Il mondo reale svanisce, rimango sola, con me stessa.. creo nella mia testa un nuovo mondo, un universo sconosciuto.. un mondo dove farfalle diventano nastri.. un mondo dove i serpendi divengono fili di spago.. un mondo dove un'ape diventa un foulard di seta.. o forse è tutto il contrario? chi lo può dire..
Nutro i miei sequestratori, quei piccoli esserini che mi hanno rapita... li nutro con ciò che di più forte ancora esiste in me... rabbia, dolore, sofferenza... veleno.
Più li nutro e più scompaio, più scompaio e più sono grata ai miei sequestratori.