Questa notte...
Il tuo pensiero mi tormenta questa sera, il tuo nome è impresso sulle mie labbra come miele dolcissimo… Sdraiata su di un letto freddo cerco un po’ di calore, socchiudo gli occhi e la tua immagine si posa, come fazzoletto di seta sul mio sguardo di smeraldi… Il tuo pensiero intrecciato tra le mie ciglia...
La mia lingua lecca i contorni del tuo nome dalla labbra, dolcemente, segue le curve delle lettere..
Sento la tua presenza, la sento sulla mia pelle candida, bocche invisibili si posano sul mio corpo, umide, mi divorano…
Le parole della tua mente, questa notte si tramutano in lingua, che così abilmente solletica e tormenta i miei sensi..
Sdraiata su di un letto freddo, spoglio il mio corpo da vestiti inutili, convulsamente inarco la schiena, mani invisibili mi sollevano… Qualcosa striscia tra i miei seni, lungo il ventre, fino ad insinuarsi tra le cosce, è la tua passione, è la tua anima, sei tu, che mi fai perdere il controllo…
Con mani vogliose mi apro a te, ed il tuo pensiero mi scivola dentro, e la carne diviene fuoco… perle di sudore sulla pelle raccontano il mio piacere..
Sento il tuo corpo forte spingersi dentro di me, insinuarsi sempre di più… Cerco di resistere, di tenerti con me, non posso, il tuo pensiero esplode nel mio ventre, e quel miele che deliziava le mie labbra ora scorre su un letto che la tua passione ha reso meno freddo, questa notte…
Un pensiero per te..
Questa notte voglio prendermi cura di te... lascia scorrere il mio pensiero, lascia che scivoli sotto la tua pelle, così che sembrino delle carezze, e quell’idea prenderà forma, arriverà ai punti giusti, inizierà a sedurre i tuoi sensi, li indurrà a possederla… e quando la ninfetta maliziosa avrà avuto la sua marmellata, quella più ambita, quella proibita, quando avrà terminato il suo gioco arriverà a te, alla tua testa, e li si lascerà andare.. il mio pensiero con le cosce vergognosamente divaricate si offrirà, gettando il capo all’indietro, dischiude le labbra rosse, lasciando scivolare all’esterno del proprio ventre il miele che come fiume impetuoso le scorre dentro..
Concepimento
Vedo il mio passato, vedo il tuo passato, prendono forma e iniziano una strana danza, attorno a loro monti di lava e un’affascinante luna rossa.
Il mio passato ed il tuo passato, li vedo fondersi insieme, uniti in un amplesso, concepiscono un figlio.
Ed il mio passato muta forma, di nuovo, per accogliere il bambino che già le cresce dentro.
Qualcosa va storto, il frutto del loro perverso amore cessa di vivere… un aborto…
Con mani tremanti il mio passato strappa dal proprio ventre il figlio mai nato, sangue e lacrime si mescolano… Come una madre impazzita, il mio passato, culla tra le braccia quello che sarebbe nato, quello che sarebbe stato… Dolore
Alice
Questa notte seguirò il mio coniglio bianco, come una moderna Alice nel paese delle meraviglie scappo da una vita che odio, che non riesco a concepire e comprendere.
Rincorro il mio personale coniglio… nero con grandi zampe velocissime… questo insolito coniglio che indossa un buffo abito rosa shocking, sembra rapito dall’orologio al suo polso, lo guarda, strabuzza gli occhi e grida istericamente “devo andare, sono in ritardo”!
Sono curiosa, devo assolutamente scoprire dove questo bizzarro animale deve recarsi… continuo a seguirlo… mi lascio cadere in un pozzo nero, volteggio tra figure mostruose, volti sfigurati e cascate di sangue, dopo minuti interminabili tocco il fondo.
Attorno a me un mondo surreale, abitato da personaggi irreali, spaventosi.
Uomini alti
Sono stordita, dove diavolo sono finita? Studio l’ambiente che mi ha accolta, e scorgo altre figure, altre stramberie, altri orrori… C’è vegetazione e questo aspetto mi tranquillizza, sfioro con le dita il tronco di un albero, con stupore mi rendo conto che è molle, con un semplice tocco lacero un albero che sembrava secolare.. la ferita inizia a sanguinare, ma non è sangue quello che ne fuoriesce, vermi pulsanti scivolano al di fuori… D’istinto indietreggio, corro via, ma sbatto contro qualcosa, un uomo enorme mi squadra dall’alto al basso, ride convulsamente, dalla bocca priva di denti esce saliva, cola sul mio viso, la sento calda e nauseante sulla guancia destra… Tento di gridare ma le urla sono strozzate dal nodo che mi si è formato in gola, lacrime di terrore spazzano via la saliva del gigante… Sono in trappola, questo mostro mi ucciderà, non ho scampo, la mia testa non ha pensieri positivi e le mie dannate gambe sono come paralizzate… Il gigante smette di ridere, infila la mano nella tasca dei pantaloni e ne estrae qualcosa, un coltello? Una pistola? Una sega elettrica? Niente di tutto questo, tra le mani un pollice, un pollice umano mozzato, sanguinante, posso vedere ancora i tendini che penzolano… Se lo porta alla bocca e inizia a succhiare… il gigante è un bambino, un bambino psicopatico.
Sono confusa, mentre la mia testa cerca di decidere come sentirsi vedo di nuovo il coniglio in abito rosa shocking e ricomincia la mia corsa per raggiungerlo…
Sparisce oltre la collina, lo seguo e mi ritrovo in un altro luogo, un immenso prato verde davanti ai miei occhi, forse ho finalmente trovato il paese delle meraviglie…
Qualcuno strattona la mia gonna, mi volto, e di fronte me stessa, io bambina…
Viso pallido, occhi verdi e magnetici, labbra colorate di rosso, come le guance, abitino nero stracciato, autoreggenti e tacchi a spillo… Questa puttana bambina con un lecca lecca a forma di pene tra le labbra e il mio coniglio nero in mano, squarciato, grondante di sangue, al polso il suo orologio… mi guarda, sogghigna, e dice… Non esiste il paese delle meraviglie…