Donna-bambina...
Una foto tra le mani, davanti agli occhi una schiena nuda, pelle candida macchiata da un tocco d’inchiostro nero, forse il segno indelebile di qualche amore.
Una figura femminile, misteriosa, solo parte del viso è mostrata, uno scorcio del naso e labbra floride, morbide, quasi infantili.
Rigiro tra le dita questa figura senza età… donna-bambina… sfioro la curva della schiena, accarezzo le labbra rosse, cerco un contatto in tutta questa sterilità. Volto la fotografia e mi stupisco di non trovarvi Lei, mi chiedo dove diavolo si sia nascosta. Lascio cadere l’immagine, alzo lo sguardo verso lo specchio che mi sta di fronte, fisso il mio riflesso come fosse di un altro individuo, respiro profondamente, sento i polmoni riempirsi di ossigeno e una rabbia incontrollata pulsare nelle tempie, dischiudo le labbra e vomito l’aria in un grido disperato, urlo alla mia fotocopia riflessa nel vetro … “Dove diavolo ti sei nascosta?”
I polmoni si svuotano e le lacrime scivolano dagli occhi senza controllo
Non troverò più la donna-bambina della foto, sono sparita, o forse non sono mai stata qui.
Cado sul pavimento accanto alla fotografia, e la mia mano destra tasta nel cassetto del comodino li accanto, ne estrae una scatoletta nera con delle scritte bianche… american bar… Fiammiferi…
Tengo il bastoncino stretto tra le dita, lo accendo e lo poso al centro della foto… osservo le fiamme rosse lambire la donna, uniti in un abbraccio mortale sprigionano fuoco dai mille colori, blu acceso, giallo, azzurro… Finisce tutto in pochi secondi, la donna-bambina cancellata per sempre...
Del fumo sprigionato dalle ceneri mi irrita gli occhi, finte lacrime scorrono lungo le guance e ricadono sulle mie cosce con un rumore pesante
Lacrime e fumo si mischiano, due figure distinte penetrano l’una nell’altra… divengono una cosa sola, un unico essere… Di fronte a me una candita donna-bambina con labbra macchiate di cenere e occhi maliziosi… si avvicina con fare sensuale, mi odora, mi osserva… sparisce alle mie spalle… accanto al mio orecchio sento il suo respiro, brucia come fuoco… sussurra lievemente “non mi sono nascosta, non sono morta… sarò sempre con te, mi troverai qui…” e un istante dopo sento le sue labbra morbide baciare la spalla sinistra, li dove risiede un marchio indelebile… “…e qui” ancora la sua voce e una mano che carezza il mio intimo… “…e qui” bocca di cenere contro le mie labbra… la donna-bambina scivola sulla mia lingua lasciandomi in bocca un dolce sapore… la donna-bambina ritorna a vivere…
Vuoto
Oggi vorrei sparire.
Oggi vorrei sparire dalla mente di chi mi sta attorno.
Voglio dimenticare chi sono
Voglio svuotare la mente da sentimenti che mi torturano come aghi roventi sotto le unghie.
Voglio scordare il passato, il presente e tutti coloro che vi hanno fatto parte… solo per oggi… solo per un po’…
Voglio sparire… chiudo gli occhi e cerco di immaginare un posto tranquillo dove posare la mia anima stanca, un luogo dove essere libera, un luogo dove sentirmi finalmente viva.
Abbandono la vita reale e tutti i fantocci incontrati lungo la strada di mattoncini gialli…
Cambio forma e divengo respiro leggero alla ricerca di un equilibrio che sembra non esistere…
Corro dove nessuno può farmi del male, tra le pagine di un libro, inebriandomi di quel profumo che non mi stancherei mai di far mio… Scivolo su generi ogni volta differenti… mi lascio penetrare da parole calde e passionali di un libro erotico, e qualche istante dopo avvolgo il mio corpo tra le frasi d’amore di un libro di poesie…
Danzo su copertine patinate e caratteri dorati, ma tutto questo non mi basta, voglio cancellare tutto… voglio sparire… cado inerme su una pagina vuota, immacolata… ecco il luogo isolato e tranquillo che ho tanto cercato… ecco un posto che mi somiglia… ecco un posto dove restare sola, con le mie lacrime…
Lacrime
C’è qualcosa di sbagliato in me stanotte.
C’è qualcosa di sbagliato in me da sempre.
Sento le lacrime allagare gli occhi, annebbiano la vista, rendendo il mio piccolo mondo ancora più confuso…
Non voglio piangere questa notte… sospiro profondamente ed aliti di respiro velano i miei occhi, come argini tentano di rimandare indietro lacrime troppo dolorose.
C’è qualcosa di sbagliato in me se…
Tengo stretto al petto il mio fantasma del passato, non riesco a scacciarlo o semplicemente non voglio mandarlo via… la mia pelle desidera il suo corpo, e la mia anima masochista vuole essere graffiata, colpita, bruciata di nuovo, ancora e ancora…
C’è qualcosa di sbagliato in me se…
Vorrei perdermi tra le braccia di un individuo lontano, il cui corpo mi è sconosciuto…
Vorrei perdermi tra le braccia di un individuo misterioso, la cui anima mi è così stranamente familiare… lui, la mia anima allo specchio… essenze intrecciate in calde notti d’estate, perse in un mondo parallelo, un mondo dove anche le anime fanno l’amore…
C’è qualcosa di sbagliato in me se…
Voglio ascoltare la mia carne, lasciarla libera, assecondare i suoi desideri… e così sia, gusto nuovi sapori, nuovi odori, ricerco corpi destinati a condurmi in luoghi dove corde attorno ai polsi hanno il nome di Passione… luoghi in cui il nettare del piacere viene sorseggiato in bicchieri di cristallo…
C’è qualcosa di sbagliato in me… quando le lacrime rompono gli argini…
Perle
Guardo la mia immagine in occhi colmi d’amore, come specchi riflettono un’idea sbagliata del mio essere.
Guardo i vostri occhi e mi perdo in un mondo dove la mia anima è stupida e mai all’altezza.
Guardo i vostri occhi e le parole muoiono nella mia bocca.
Rimango immobile, divento uno spaventapasseri senza cervello, persa in me stessa vorrei mostrarvi la mia anima, aprire le porte dell’involucro che ho contribuito, assieme a voi, a costruirmi attorno.
Vorrei, vorrei, vorrei… ed ogni volta quelle porte rimangono chiuse… ogni volta aggiungo un nuovo lucchetto, un’altra protezione… difendo a costo della vita il tesoro che mi pulsa dentro, le piccole perle che a fatica ho coltivato, nate da sangue e lacrime, ancora deboli, indifese, occhi sconosciuto potrebbero ucciderle, con un semplice sguardo.
Difendo le piccole perle rosee che voi, occhi che sanno solamente giudicare e mai capire, non potreste apprezzare…
Vedo attraverso i vostri occhi l’anima stupida e mai all’altezza, ha le fattezze di una giovane donna, minuta e spaventata, la osservo correre lungo un corridoio stretto, tra i capelli le perline rosee divenute ormai nere, impregnate da giudizi e parole dolorose… dalle pareti dello stretto corridoio emergono bocche che sogghignano e mani con lunghe unghie sporche e maleodoranti… labbra che mi deridono e dita fameliche che strappano le perle dai miei capelli, frantumano con tanta freddezza il mio tesoro…
Distolgo lo sguardo dai vostri occhi, riemergo da questo incubo… ancora immobile di fronte a voi, i miei occhi lasciano scorrere attraverso lacrime amare le parole morte sulla lingua… non sono più spaventapasseri senza cervello… lacerata ma forte… i miei occhi nei vostri occhi, non sacrificherò sull’altare anche questa parte di me, e allora un altro lucchetto, un’altra protezione, continuerò ad essere stupida e mai all’altezza, ma per un altro giorno avrò salvato il buono che illumina la mia anima, quelle perle che un giorno mostrerò ad occhi meritevoli.
Le tre anime
In me vivono tre persone distinte, tre anime, tre personalità.
La prima è razionale, compita, tranquilla e pacata… dall’aspetto quasi monacale, capelli raccolti, viso pulito, abiti che nascondono qualsiasi forma di femminilità… Cammina su e giù nella mia testa, ubriacandomi di parole e dubbi, paranoie e ansia.
La seconda è completamente folle e irrazionale, si trova nella mia bocca, scivola dalla lingua sulle mie labbra morbide… Ha lunghi capelli rossi, selvaggi… un velo di seta carezza la sua femminilità prorompente, si posa sulle floride rotondità del seno, passando poi su fianchi burrosi per terminare sul rosso monte di venere.
La terza anima vive al centro del mio piacere, dove tutto è caldo… tra le mie cosce… Lei è pazza, psicopatica direi, un misto delle prime due, possiede le loro caratteristiche all’eccesso, ha una carica sensuale pazzesca ma sa diventare fredda e cinica in un attimo, lei è unica, speciale, è lei che scrive, è lei che mi fa vivere… qualche volta la sento danzare all’interno del mio ventre, calda e bellissima, ansima, ed il suo caldo respiro si trasforma in parole… le mie carni marchiate a fuoco dalle parole PASSIONE, SESSO, POSSESSIONE… Perdo il controllo… le due anime inquiete conducono la personalità razionale al monte di venere, le sciolgono i capelli, spogliano il suo corpo da vesti tristi scoprendo una femminilità travolgente, candida ma estremamente erotica… e le tre anime si uniscono in un amplesso violento e sensuale, languide bocche su corpi frementi, lingue alla ricerca di sapori zuccherini, una dentro l’altra, divengono un’unica essenza… un’esplosione nel mio ventre, un piacere che pulsa nelle tempie, e le mie tre puttanelle che mi scorrono tra le gambe…
Bambola di porcellana
Nascosta dietro ad una maschera guardo la mia immagine allo specchio, un candido visino di porcellana, una dolce bambina con innocenti occhi verdi e una boccuccia rossa e carnosa.
Innocente e virginale ad occhi estranei ma non ai miei..
Guardo la mia immagine allo specchio, un prodotto ben riuscito, un esperimento realizzato da coloro che avrebbero dovuto essere i miei “cari”. Imprigionata in un giocattolo infantile, condotta come idolo su di un altare, santificata senza merito.
Guardo la bambola di porcellana, immacolata nel suo abitino bianco, e provo una rabbia incontrollata.. e questa rabbia pulsa nelle orecchie, agita il mio corpo, divento bollente…
Così l’innocente e virginale bambina strappa l’abitino che la nasconde, accarezza il collo e delicatamente scopre i seni… le mani proseguono il tragitto, oltrepassano l’orlo della gonna fino ad arrivare alle cosce, calde… dita frementi salgono alla ricerca di un posto gustoso, un posto che conoscono bene..
Voglio amarmi, voglio amare la bambina che è dentro di me, colei che è prigioniera, colei che si mostra ad occhi sconosciuti… voglio amare la puttana nascosta nella bambola di porcellana…
Mi lascio cadere sul letto, e le gambe si divaricano… la boccuccia rossa lascia scorrere all’esterno umidi aliti, la carne si tinge di rosso… manine delicate ricercano violenti orgasmi, pulsano nell’intimo, e lei, la bambina immacolata svanisce…
Guardo la mia immagine allo specchio, deliziosamente sporca, macchiata dal piacere, osservo la bambola di porcellana, mentre innocentemente succhia dalle dita la sua vera essenza…