Citazione
...Cercare risposte è meglio che farsi domande, stare svegli è meglio che dormire, e anche il più terribile fallimento, anche il peggiore, il più irrimediabile degli errori è di gran lunga preferibile a non averci provato...
Queen - I want to break free
I want to break free
I want to break free
I want to break free from your lies
You're so self satisfied I don't need you
I've got to break free
God knows, God knows I want to break free
I've fallen in love
I've fallen in love for the first time
And this time I know it's for real
I've fallen in love,yeah
God knows, God knows I've fallen in love
It's strange but it's true
I can't get over the way you love me like you do
But I have to be sure
When I walk out that door
Oh how I want to be free,baby
Oh how I want to be free,
Oh how I want to break free.
But life still goes on
I can't get used to living without, living without,
Living without you by my side
I don't want to live alone,hey
God knows, got to make it on my own
So baby, can't you see
I've got to break free.
I want to break free,yeah
I want, I want, I want, I want to break free.
14 Dicembre...
…14 dicembre di 11 anni fa… mani invisibili hanno chiuso i tuoi occhi e portato via la tua anima, nonostante tu abbia lottato fino alla fine contro quel male che ti ha divorata.
Nevicava quel maledetto giorno, lo ricordo come fosse oggi… uscivo da scuola, felice per quella neve inaspettata e per l’atmosfera natalizia che si respirava in ogni cosa… varco la porta di casa e come uno schiaffo in pieno viso una voce straziata dalle lacrime mi annuncia che Tu non ci sei più. Non ho versato una lacrima per giorni, e per giorni non ho parlato, chiusa in un silenzio incomprensibile. Da quel momento ho smesso di apprezzare il natale.
Undici anni dopo eccomi ancora qui, con l’amaro in bocca e le lacrime agli occhi, come allora piena di rabbia verso un dio che ti ha portata via da me troppo presto e in modo crudele.
Il dolore è forte e vivo come il 14 dicembre del 1995, quando avrei voluto abbracciarti per l’ultima volta e guardare i tuoi bellissimi occhi verdi, e sentire il tuo immenso amore.
Tu mi amavi infinitamente… amavi la tua piccola nipotina… io, quella figlia che non era cresciuta nel tuo ventre ma che era tua nel cuore e nell’anima.
Non eri solo una nonna per me, eri molto di più, non te l’ho mai detto ma dentro di me sei sempre stata la mia mamma, la persona che ho amato di più a questo mondo.
Ricordo che mi piaceva accoccolarmi tra le tue braccia e poggiare la testa sul tuo seno, mi abbandonavo a te, alle tue coccole, al tuo amore… ed eri così orgogliosa di me, anche per le piccole cose, ed ora forse non lo saresti più.
Undici anni fa, con te, mio dolce angelo, se ne è andata una parte di me.
Vorrei tu fossi qui, questo natale più di qualsiasi altro, per guardare ancora i tuoi occhi verdi e abbracciarti come una volta.
Ti amo immensamente e non ti ho dimenticata, mio dolce angelo.
Alicante - Jacques Prevert
Une orange sur la table
Ta robe sur le tapis
Et toi dans mon lit
Doux présent du présent
Fraîcheur de la nuit
Chaleur de ma vie.
Un' arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.
XVII sonetto - Pablo Neruda
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Fuoco
Sulla mia pelle da giorni arde un fuoco senza fine, alimentato da una passione così forte da divorarmi.
Sento scorrere nelle vene il desiderio di un corpo…
Il giorno è un’interminabile agonia per il mio corpo, reso sensibile ad ogni stimolo, ad ogni odore e pensiero... mi sembra di impazzire…
Sono stordita, inquieta…
Desidero sentire, toccare, assaggiare…
Ho voglia di dolcissime labbra da succhiare e di un corpo caldo e forte a cui darmi completamente…
Ho voglia di passione, pura.
Chiudo gli occhi un istante, scaccio la luce del giorno e lascio entrare in me ombre che con mani invisibili mettono fine all’agonia del giorno, e… sono le mie dita che delicatamente mi carezzano la pelle candida e bollente... esplorando ogni curva, morbidissima, i seni, i fianchi, il ventre… e sempre più giù, dove il calore si fa più intenso, dove la carne è di seta e il profumo che emana è inebriante… in un posticino dove le dita si fanno più sfrontate, perverse…
Il mio corpo sussulta, le guance si colorano di rosso… la bocca diviene color del sangue ed io non posso far altro che mordere queste labbra di fuoco… il respiro si fa più forte e… il mio piacere esplodere, nelle vene, nella pelle, sulla lingua… tremo… e le mie dita hanno il dolcissimo sapore del miele, il mio dolcissimo sapore… ma…
Il fuoco arde ancora, l’ho solo tenuto a bada per un po’…
Desidero un corpo che spenga questo fuoco con la mia stessa passione, che mi domi, che faccia di me qualunque cosa, che mi faccia sentire viva… che mi faccia sentire una puttana… ho bisogno di sentirmelo dire.
Ho voglia di passione pura.
Ho voglia di sesso.
Sussurrando ad un'anima...
Una sera di dicembre come ce ne sono state tante in questi anni, accoccolata nel mio pigiamone morbido e nelle immancabili parigine che mi avvolgono le gambe fino a metà coscia… eccomi qui in una sera di dicembre qualunque…
Dentro di me tanta rabbia, delusione, tristezza e un dolore a cui non riesco a mettere la parola fine, eppure in questa sera di dicembre voglio sussurrare all’anima di una persona e dirle tutto ciò che non ho mai raccontato e tutto quello che forse non ha ascoltato.
"La sera che ci siamo incontrati, alla nostra prima uscita, per tutto il tragitto in auto non ho fatto che guardare il tuo viso, eri intento a guidare e parlavi di te, di noi, dei nostri interessi ma io ero persa nel mio mondo, ed i miei occhi erano sulle tue labbra, solo quello ero importante… Più tardi i nostri corpi nudi, posso ancora sentire la tua pelle bollente e le mie dita che scivolano sul tuo tatuaggio… ti ho abbracciato, io che non abbraccio mai nessuno, ed ero felice, dopo tanto tempo ero felice, avrei voluto fermare tutto a quell’istante, e non te l’ho mai detto.
Ricordi un caldo pomeriggio di luglio in una stanza anonima con le tende rosse alla finestra? noi due stesi sul letto, il mio viso sul tuo petto e la tua mano tra i miei capelli, siamo rimasti abbracciati per ore… mentre dormivi ho ascoltato il tuo cuore e con le dita tracciavo invisibili disegni sulla tua pelle imperlata per il calore, non lo sai ma avrei fatto di tutto per rimanere così tutta la notte e il giorno seguente e quello successivo, e raccontarti di me carezzandoti i capelli… aprirti la mia anima per viverti e farmi vivere… Avrei voluto urlare che, si, ero tua… e avrei dato di tutto per restare tra le tue braccia, mischiati in quella passione che esplodeva non appena le nostre labbra si sfioravano.
Ho visto una parte di te, un pezzetto d’anima differente da quello che mostri nella vita di tutti i giorni, un animo dolce, coccolone e con una voglia immensa di affetto, ed è quella parte di te che mi è entrata dentro, così intensamente da togliermi il fiato, così fortemente da segnarmi l’anima.... ho creduto di conoscerti ma forse non ti ho mai “visto” davvero.
Ti ho voluto bene, in un modo che posso definire viscerale e so benissimo quanto è duro starmi accanto ma, questa sono io, nel bene e nel male, forse… troppo passionale, istintiva, strana, complicata e dannatamente difficile, ma sono sempre stata me stessa.
Non ho mai preteso nulla, solo avrei voluto farti entrare nella mia anima ed entrare, in punta di piedi nella tua, e come mi hai scritto tu una volta… avrei voluto vederti sorridere, e farti stare bene, e baciarti."
Incubo...
Ho ricercato il silenzio tante volte, mi ci coccolavo dentro, ne avevo bisogno per ricaricarmi e per stare con me stessa, ora è diverso…
Sono legata da un silenzio gelido e soffocante che non comprendo… o probabilmente non voglio comprendere… perché fa troppo male.
Mi sento immensamente sola, come in un brutto sogno…
Mi trovo in una grande piazza, tra miliardi di persone, le vedo ridere, abbracciarsi, parlare, ma non posso sentire tutte queste cose… sono come sorda…
Il cuore inizia a battere forte, troppo forte, ho paura, le mie mani tremano… apro la bocca e ne esce un alito di respiro, gonfio il petto e grido per provare a me stessa che il mio udito funziona ancora… nessuno degli individui attorno a me sembra aver sentito le mie grida, questo mi spaventa ancora di più… come una pazza comincio ad urlare alle orecchie di centinaia di persone… nulla, è come se non esistessi.
Non esisto.
Ecco come mi sento, come in un incubo, quando urli fino alle lacrime, ma nessuno può sentirti.
Grido fino a perdere la voce ma nessuno sente le mie parole, c’è solo questo maledetto silenzio che mi lacera l’anima… provo di nuovo ma dalla mia gola fuoriesce solo un suono gutturale… mi lascio andare, cado sul pavimento e lascio che il silenzio mi prenda tra le sue braccia.
Ha vinto… non esisto.
Dicembre
Il natale è alle porte e le persone sono prese dalla ricerca di un regalo per i parenti, un amico o un amore, e tutti questi dannati individui hanno inspiegabilmente un alone di felicità stampato sul viso, cosa avranno d'essere tanto felici?
Odio questo clima di festa ed odio ancor di più questa gioiosa frenesia che mi gira attorno... ho le vertigini...
Vorrei sparire, lontano da tutta questa felicità!
Mi guardo allo specchio e non vedo nessun fottuto alone di gioia sul mio viso, ma solo i segni che le lacrime hanno lasciato sulle mie bianche guance...
Mi guardo allo specchio ed osservo le mie labbra rosse muoversi, lentamente sussurrano parole... lentamente sussurrano tutto ciò che di sbagliato c'è in me...
Voglio sparire
Voglio farmi male...
Voglio punire la mia anima ed il mio corpo...
Le parole sussurrate divengono grida, inveisco contro la mia immagine riflessa nello specchio... ferisco la mia anima con parole crudeli ed umilianti...
Voglio farmi male...
Voglio punire la mia anima ed il mio corpo...
Guardo le dita della mano destra stringersi in un pugno, un respiro profondo e sferrò un colpo deciso sulla coscia, ancora una volta, e ancora e ancora, ancora... non ho più sensibilità alla mano... allora smetto di colpire.
Guardo la mia immagine allo specchio e le lacrime iniziano a scorrere convulsamente senza preavviso, mentre imploro il mio IO al di la dello specchio di condurmi lontano da qui, lontano da un vuoto che non riesco a staccarmi di dosso... nessuna risposta.
Voglio sparire e lasciarmi alle spalle questo maledetto mese di dicembre…
Mentre al di la della finestra le luci natalizie sembrano anch’esse lampeggiare gioiose, conduco il mio corpo stanco in un letto freddo e carezzandomi il livido che ho concepito domando alla mia anima ferita cosa c’è di sbagliato in me… domando alla mia anima perché nessuno vuole starmi accanto…
Diversa...
Colorerò i miei capelli di rosso e correrò a piedi nudi sulla terra bagnata di pioggia…
Selvaggi capelli color rame danzeranno nel vento ed io correrò più veloce dei ricordi, così veloce da dimenticare il dolore e le lacrime che mi hanno avvolta per troppo tempo…
Corro all’interno di un bosco che mi ha accolta in passato e che ancora mi accoglierà nel proprio ventre… eccomi di nuovo qui, in un bosco che curerà la mia anima spezzata…
Corro sulla terra bagnata dalla pioggia ma le mie gambe sono stanche, così come la mia mente ed il mio cuore… lascio cadere il mio corpo stremato… chiudo gli occhi per qualche istante e prego un dio sconosciuto perché mi conduca lontana da me stessa, lontana dal dolore che mi lacera la carne, lontana dal vuoto che mi sta divorando.
Apro gli occhi e sono ancora io, e sono ancora qui, in questo corpo, in questa anima, in questo dolore!
Maledico il cielo la terra ed un dio che non ha nome… maledico me stessa.
Io così diversa, io così stupida, io così sola…
Raccolgo con le mani la terra che odora di pioggia e con essa macchio il mio corpo… la carne ora più simile alla mia anima…
Ricomincia la mia corsa…
Con capelli dipinti di rosso correrò a piedi nudi sulla terra bagnata di pioggia… così veloce da dimenticare chi un tempo mi ha condotta al di la del bosco… colui che ora non è più in grado di scorgere la mia anima o che forse non l’ha mai vista.
Con capelli dipinti di rosso correrò lontano da ciò che mi rende Diversa, correrò lontano dalla mia anima... e donerò il mio corpo, e solo allora smetterò di essere diversa, e solo in quell’istante cesserà il dolore…
Con capelli dipinti di rosso corro attraverso il bosco, e le lacrime continuano a bruciare i miei occhi.
Sognare
Voglio mettermi a letto questa notte e sognare qualcosa di caldo e rassicurante.
Si, questa notte sognerò d'essere in un grande letto, sotto un morbidissimo piumone e... sarò abbracciata al corpo nudo di qualcuno che farà l'amore con la mia anima ed il mio corpo...
Braccia forti mi terranno stretta facendomi sentire protetta ed amata, ed io sarò in pace, serena, ed il mio cuore smetterà di scoppiare nel petto e prenderà a battere regolarmente…
Si, questa notte sognerò tutto questo… devo sognare…
Ma so già che mi sveglierò maledicendo quel sogno perché voglio un corpo bollente a bruciare la mia carne, senza rispetto, ed una presa violenta condurmi ad una bocca che mi divori senza pietà… E sentire la passione bagnare le mie labbra ed essere una puttana, ancora…
Questa la realtà che ho sempre vissuto, queste le sole sensazioni che conosce la mia anima… questo desidero, perché sognare fa sanguinare il cuore…
Eppure qualche volta vorrei provarci…