Oltre lo specchio
Scruto il mio viso riflesso nello specchio percorrendo con le dita ogni particolare, la forma degli occhi, le sopracciglia, il naso, le labbra, ogni singolo centimetro di pelle e non mi riconosco, l’immagine allo specchio è una persona lontana anni luce da quello che ero, da quello che sono.
Tento di toccare il viso al di la dello specchio ma le mie dita sbattono contro un gelido vetro… Divento inquieta, voglio assolutamente toccare la ragazza imprigionata nello specchio per sapere se la sua carne è gelida come il vetro che l’ha imprigionata, e sapere il perché un’ombra vela i suoi occhi… Impugno una spazzola di legno e con forza colpisco lo specchio che immediatamente si spezza, sul pavimento milioni di pezzi di vetro sembrano corpi feriti che implorano aiuto mentre terrorizzati cercano di farsi notare tra i cadaveri… senza pensare infilo le mani nel buco che si è creato dove una volta c’era lo specchio, cerco la ragazza, ma non la trovo, che si sia accovacciata per non essere colpita dalle schegge? Infilo la mano sempre più a fondo non curante dei tagli sul polso, non sento dolore, non sento nulla, voglio solo trovare la ragazza, sono sicura che da un momento all’altro sentirò i suoi capelli solleticarmi i polpastrelli… non ci sono capelli a solleticare le mie dita, non c’era nessuno al di là dello specchio.
Con la tristezza che bacia le mie labbra mi lascio cadere sul letto, poggio un braccio sugli occhi per dimenticare la realtà e aspetto che il buio mi rapisca… mi assopisco, ma vengo svegliata da un vento gelido che sembra penetrarmi nella carne, apro gli occhi e attorno a me un vortice d’aria, una tromba d’aria follemente rosa… i capelli mi danzano convulsamente attorno alla testa, fatico a tenere gli occhi aperti ma riesco a scorgere il nulla che mi circonda, il tetto, i muri, ogni cosa è svanita… Ci siamo solamente io ed il mio letto, volteggiamo in chissà quali luoghi… Credo di aver perso i sensi per qualche istante, mi sveglio sul mio materasso ormai quasi completamente rotto e schifosamente sporco, ho perso uno stivale e gli indumenti sono ridotti a dei brandelli di tessuto… da un cespuglio compare un piccolo maialino, di un rosa così intenso, simile alla tromba d’aria che mi ha condotta in questo luogo… l’animaletto prosegue il suo percorso chissà dove, lo seguo piano, senza far rumore… Mi trovo in un luogo strano, inquietante oserei dire ma stranamente una parte di me si sente a proprio agio… una baracca completamente di legno, con una veranda e una sedia a dondolo all’esterno, i vetri alle finestre sono intatti ma talmente sudici da non permettermi di vedere cosa vi è all’interno… ecco ricomparire il delizioso maialino, corre sul retro della baracca, lo seguo seppur a fatica zoppicando per via del dislivello tra il piede scalzo e gli stivali dannatamente alti… ciò che mi si presenta davanti toglie il fiato… c’è un orticello, un rigoglioso albero di mele, tutto è così bello e verde così fortemente in contrasto con l’altra parte della casa dove ogni cosa sembra essere morta… mi avvicino all’albero di mele, verdi, le mie preferite, ne colgo una e appena le mie dita sfiorano il frutto ne percepiscono la consistenza inesistente, molliccia, sembra esplodere nella mia mano e ciò che ne fuoriesce è qualcosa che mi fa urlare… vermi, centinaia di vermi panciuti e puzzolenti… lascio la mela e quando essa tocca terra, in quel preciso istante ogni frutto, ogni verdura sembra mostrarsi per quel che è in realtà, un ammasso di schifosi vermi ripugnanti, marciume… non posso respirare, a carponi nel fango torno sul davanti della baracca.
Siedo sulla sedia a dondolo, le lacrime riempiono i miei occhi e si lasciano cadere lungo le guance ed è allora che riprendo a respirare. Sono spaventata e mi chiedo perché diavolo mi trovi in quel posto tanto orribile e mentre la mia testa cerca di dare una risposta alle mie domande il buio mi riprende tra le proprie braccia. Dormo tranquilla per chissà quanto tempo, vengo svegliata, di nuovo, da una strana sensazione, qualcosa di freddo si muovo lungo il mio corpo, apro gli occhi e vedo un serpente strisciare dal mio ventre fino al mio collo, non ho paura, rimango immobile e poggio dolcemente le mani su questo essere tanto temuto, lo accarezzo, e stranamente mi sento in pace… qualche istante dopo il serpente diviene il delizioso maialino che mi ha condotta qui.
Col mio maialino rosa tra le braccia entro nella baracca, varco la soglia e lì, in mezzo alla stanza ci sono io o meglio la ragazza al di là dello specchio, la riconosco, riconosco i suoi occhi velati, sto per porgergli le tante domande che avevo nella testa, ma lei mi blocca, poggia la sua mano sulle mie labbra, mi abbraccia e sussurra al mio orecchio la verità… ed il suo abbraccio è caldo e talmente forte che il vuoto dentro di me smette di farmi male… Lecco i suoi occhi e ingoio l’ombra che le velava gli occhi… chiudo i miei occhi e quando li riapro sono di fronte allo specchio con la verità sulle labbra e la mia vera immagine davanti agli occhi.
Precious
Indosso le cuffie, chiudo gli occhi e ascolto quella musica che da sempre mi conduce in un mondo magico.
Posso quasi vedere mani che si muovono su tasti bianchi e neri di un pianoforte...
Metto a tacere i mille pensieri che occupano la mia testa, solo per un istante, solo per ascoltare dei suoni che sembrano, oggi, coccolarmi più di quanto potrebbero fare braccia in carne ed ossa.
Centinaia di note si posano sui miei occhi e scivolano oltre le ciglia, ne percepisco ogni sfumatura… posso sentire la rabbia, la passione, l’odio e la follia… posso sentire… e tutto ciò che mi è attorno scompare, rimango solo io, senza maschere, la parte più vera di me, il mio essere sbagliata, il mio lato più crudo, semplicemente me stessa.
Io, la ragazza strana e complicata, pazza, irrazionale, lunatica, maledettamente passionale, dannatamente folle… io la ragazza sbagliata.
Ed eccomi in un luogo dove la musica non smette mai di suonare e dove tutto mi è concesso… in questo luogo posso gridare a squarciagola senza essere additata come pazza, e dove mi è permesso piangere lacrime vive.
Sono sempre io, o quasi. Sto riacquistando una parte perduta di me, sto tornando ad essere la Federica di un tempo, o almeno provo a richiamarla sulle mie labbra.
La Federica che ha una dannata voglia di vivere, a modo suo…. In un mondo particolare, folle, surreale, strano, ma estremamente magico.
Sto tornando a vedere le cose come una volta, con occhi diversi, occhi che sanno guardare al di la delle apparenze e delle belle confezioni con i nastri d’oro, che la Federica di un tempo era solita stracciare per leccare ciò che vi è all’interno, ed il più delle volte è una dolcissima glassa rosa che sporca la mia bocca.
Guardo il mondo in modo differente, attraverso un vetro che deforma ogni cosa, io guardo il mondo con la mia anima d’artista, ed è passione pura, ed io voglio sentirla nelle vene, ancora, voglio sentirmi bruciare…
Chi è Federica? Chi è la vera me stessa? È colei che si spoglia di fronte ad un uomo senza dire una parola, quella che aveva uno sguardo selvaggio la notte di un centinaio di mesi fa… e senza domande e senza risposte mischia la propria carne con quella di un uomo sconosciuto, e succhia le sue labbra fino a fargli male. Lei che conduce gli uomini nel proprio mondo, per un istante, e loro dopo aver viaggiato sulla sua pelle hanno una sola domanda che danza sulle proprie lingue… “chi sei veramente?”… e lei, la vera Federica candidamente risponde con un bacio “questa sono io”.
Si, quella è la vera Federica, passionale, folle, imprevedibile, selvaggia, che non ha timore d’essere se stessa, che scrive fino a tarda notte, fino a che le dita non le fanno male per il troppo battere su di una tastiera… e che domani potrebbe colorare i propri capelli di rosso perché questo la renderebbe felice, o indossare nient’altro che delle autoreggenti rosa shocking mentre siede di fronte ad un computer, solo perché questo la fa sentire bene, solo perché in quel modo si sentirebbe in contatto con le parole che nascono dalle sue dita… questa è la vera Federica… ed io la rivoglio.
Voglio passione
Voglio sentirmi travolgere dal desiderio di un uomo
Voglio sentirmi voluta
Intensamente
In modo selvaggio e folle!
Voglio sentirmi viva e pazza, e ridere così, senza motivo.